
<$BlogTitle$>Cantami, o Diva, del Peĺde Achille
l'ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse alme d'eroi,
e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandoṇ (coś di Giove
l'alto consiglio s'ademṕa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de' prodi Atride e il divo Achille.
E qual de' numi inimicolli? Il figlio
di Latona e di Giove. Irato al Sire
desṭ quel Dio nel campo un feral morbo,
e la gente peŕa: colpa d'Atride
che fece a Crise sacerdote oltraggio.
Tutti ancora dorḿan per l'alta notte i guerrieri e gli Dei; ma il dolce sonno già le pupille abbandonato avea di Giove che pensoso in suo segreto divisando veńa come d'Achille, con molta strage delle vite argive, illustrar la vendetta. Odi et Amo
Amo: bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla Desideri
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